2025 – noi, la Sua casa

“Bello il presepe, nonna, ma… non c’è la casa di Gesù?”

La nipotina di 4 anni ha subito centrato l’interrogativo all’origine del Presepe di quest’anno.

Il nostro Dio ha scelto di non avere una casa, perché ogni nostra casa, ogni nostro cuore potesse essere la sua casa. “Un Dio che per sua dimora ha scelto il libero vento, si è fatto dell’uomo la sua casa, della terra intera il suo cielo…. Il tempio di Dio siamo noi, è la carne dell’uomo. Tempio santo di Dio è il povero, davanti al quale dovremmo “toglierci i calzari” come Mosè davanti al roveto ardente “perché è terra santa”, dimora di Dio. Dei nostri templi magnifici non resterà pietra su pietra, ma noi resteremo casa di Dio per sempre: c’è grazia e presenza di Dio in ogni creatura. Passiamo allora dalla santità dei muri alla grazia e alla santità dei volti. Gesù si rivolge a ciascuno: la casa ultima del Padre sei tu; casa incamminata a diventare di nuovo trasparenza e fessura di Dio. Che è ancora e sempre in viaggio: il misericordioso senza tempo cerca un tempio, il Dio che non ha casa la cerca proprio in me. Se lo accogliamo, solo allora tutto il mondo sarà cielo, cielo di un solo Dio” (Ermes Ronchi)

La nonna con le sue povere parole risponde “Gesù non ha casa perché desidera abitare in ciascuno di noi, desidera che in ogni donna e in ogni uomo splenda la luce del suo amore. Vedi, Gesù qui ha una casa di stelle che sono ogni donna e ogni uomo che hanno accolto e ridonato l’amore, scintilla del suo amore, una casa che è un cielo che attraversa tanti e tanti anni e arriva fino a qui. E in questo cielo brillano anche le stelle delle persone che ci hanno lasciato, ma continuano a volerci tanto bene. Ognuno di noi può essere la sua casa, se lo accoglie e impara a riconoscerlo e ad amarlo negli altri, in ognuno col suo unico ed originale riflesso di luce. Ognuno di noi può essere la sua casa, se lo desidera. Sai, un giorno lontano qualcuno ha detto voi siete tempio santo di Dio. E quando una persona lo accoglie, la sua luce fa fiorire tutte le belle cose che ognuno ha nel cuore”. E la bimba: “Ho capito, allora è bello così il presepe, così va bene!”